Chi e perché

Lavori nel terzo millennio e hai tre problemi comuni a tante persone:

  • Devi condividere un mare di informazioni con il cliente, il collega, il capo;
  • Hai sempre meno tempo per raccogliere i tuoi pensieri e trasmetterli agli altri;
  • Clienti e colleghi hanno poco tempo da dedicare a ciò che dici e scrivi. 

 

Accetti passivamente questa situazione e continui a progettare documenti, mail, report, presentazioni e post come hai sempre fatto.
Fai sempre più fatica e ti arrabbi quando cliente, collega e capo ti dicono “non ho capito, puoi riassumere? Non ho tempo, puoi dirmelo/scrivermelo in modo più semplice”?

 

Rifletti bene e intuisci che questa capacità di arrivare al punto è una condizione fondamentale per affermarti sul lavoro.

 

Ti arrabbi ancora di più e ritorni al pc, ricominciando senza accorgertene a scrivere un documento prolisso e incomprensibile. E qui arriviamo Noi….

 


 

Noi

C’erano una volta un consulente di comunicazione (io) e un partner di uno dei più prestigiosi studi legali italiani.

Era una bella giornata d’inverno in un elegante palazzo del centro di Milano:” “Cavalieri mi aiuti, i miei collaboratori impiegano troppo tempo ad aggiornarmi, elaborano documenti troppo lunghi, scrivono mail e documenti troppo difficili da capire”.

L’Ingegneria verbale è nata così. Ho combinato lo studio di linguistica, logica e tecniche di apprendimento con gli esperimenti nelle mie aule di formazione e ho elaborato un metodo. Ho cominciato a proporlo a tutti i miei clienti e ho scoperto che non solo piaceva, funzionava. Funzionava davvero per tutti, per il Top Manager e l’assistente di direzione, per il commerciale e l’informatico, per il notaio e lo studente.

Più diffondevo il metodo più lo trovavo intorno a me. Nelle riflessioni dei grandi scrittori, nei manuali dei prodotti più venduti al mondo, nelle indicazioni della politica (su tutte il plain writing act 2010 di Obama). 

Sono innamorato dell’ingegneria verbale. Dentro c’è tutto ciò che mi piace: le parole, che sono il nostro modo di stare con gli altri; la chiarezza che è il nostro modo di esaltare l’intelligenza, l’essenzialità che è il nostro modo di rispettare le cose e le persone che ci circondano. Per questo nel mio piccolo, quando io e i miei collaboratori teniamo i seminari di ingegneria verbale ci sentiamo investiti di una missione.

Leggere bene e scrivere bene, capire e lasciarsi capire. La chiamo civiltà.